Carnia per fare di un trekking un’esperienza indimenticabile

Quando le tipicità culinarie della Carnia incontrano i canti popolari, è subito magia. Non poteva iniziare meglio di così #carnialive, il blog tour promosso da GAL Euroleader e organizzato da Informest. Ad accogliermi a Forni Avoltri, presso l’albergo “Al Sole”, una cena carnica e il coro polifonico di questo paesino di soli 500 abitanti, che  seppur piccolo, possiede grandi risorse ancora poco conosciute e apprezzate dal pubblico.

E’ stato un weekend all’insegna del viaggio a piedi, un continuo perdersi nella natura e nei paesaggi delle alpi carniche, assaporare le peculiarità della cucina, riconoscere l’accoglienza degli abitanti della Carnia che, con il loro calore, mi hanno fatto sentire come a casa. Il Monte Coglians, invece, con i suoi 2780 mt è la vetta più alta del Friuli, ed è stato il protagonista del secondo giorno di #Carnialive dedicato all’escursionismo. E se vi dicessi che sono salito fin lassù?

Partendo da Rifugio Tolazzi, ho percorso la Via Ferrata verso Passo di Volaia (valico che segna il confine tra Italia e Austria), attraversando il sentiero CAI 144 e il Rifugio Lambertenghi/Romanin (dedicato ai tenenti dispersi durante la Grande Guerra, e che è possibile trovare aperto nel periodo di alta stagione). Inutile descrivere  quanta goduria si provi, durante il percorso, nel volgere lo sguardo sulle Alpi Carniche, ma oltre al panorama mozzafiato è molto emozionante percorrere il sentiero, rintracciando testimonianze tangibili della Grande Guerra. Sulla cima di Passo Volaia, circa 2000 mt, quando il tempo lo permette, si apre alla vista il lago glaciale Volaia, che purtroppo, causa nebbia, non sono riuscito a vedere.

Per quanto riguarda la difficoltà dell’escursione, mi sento di dire che in alcuni punti la salita risulta abbastanza difficile: con un’apertura notevole che penso richieda quanto meno una minima abitudine al vuoto. D’altra parte è anche vero che non è assolutamente richiesta una spiccata preparazione tecnico-atletica, ma basta un po’ d’impegno psico-fisico. Insomma, se l’ho fatta io potete farla sicuramente anche voi! Si tratta di un percorso selettivo ok, ma senza alcuni dubbio anche molto bello ed appagante.

Adesso vi racconto una chicca che mi riguarda personalmente: dovete sapere che per la mia escursione sul Monte Coglians il ruolo delle guide è stato fondamentale, si: ad un certo punto della salita, in preda ad un principio di arresto cardiaco, ho spudoratamente trafugato il bastone da trekking alla guida, restituendolo una volta terminato il tutto. Prima di quel momento andava in onda “Il Boss delle Storte” verso Passo Volaia. Scherzi a parte, le guide di #carnialive sono state veramente in gamba, e oltre alla preparazione geomorfologica, storica, naturale e paesaggistica del luogo, hanno saputo comunicarci tranquillità e fiducia. In questi casi penso sia fondamentale, per una guida, andare oltre l’informare e il descrivere.

carnia

Il bello di un’escursione impegnativa come questa, è anche poter stare insieme ad altre persone che condividono la tua stessa passione, bere una tisana calda ai mirtilli, fare una sauna rigenerante, e sedersi a tavola, magari in un vecchio fienile trasformato in una fantastica baita/ristorante come quello di “Staipo da Canobio”, e gustare un del piatto di Cjarsons, Frico e Polenta.

Di #carnialive ho voluto racchiudere tutti i momenti più significativi in questo video in basso. Nei prossimi post vi parlerò de “La Mozartina”, della carne di cervo e del food della Carnia, di Givigliana, ma ora non perdetevi l’occasione di vedere me, e gli amici dello slow tour Forni Avoltri, sgambettare sul Monte Coglians felici come topi in una fabbrica di formaggio.

Per fare di un trekking un’esperienza indimenticabile, una serie di sensazioni che vi rimarranno per sempre nel cuore, scegliete la Carnia. Garantita!

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